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Verità, segreti e figli


mamma

Viviana mi racconta di come il padre di suo marito sia morto da poco e di come egli non stia reagendo un granché bene. Mostra difficoltà nel reagire, nel riprendere la vita quotidiana e passa molto tempo a piangere, sentendosi pieno di sensi di colpa per la solitudine della madre.
Viviana, una donna abituata a tirare dritto stringendo i denti, mi dice con gli occhi lucidi: «Come glielo spiego a mio figlio di cinque anni che il papà piange? Lui mi ha chiesto: “Mamma, perché papà piange?”» .
Forse anche voi vi siete trovati in situazioni simili. Qualche parola a riguardo.
Che i genitori cerchino di salvaguardare i loro cuccioli è un intento lodevole e umano. Ma non sempre è possibile o corretto.
La vita, lo sapete bene, è piena di difficoltà e cose brutte che accadono dentro e fuori la famiglia. Più che tentare di nasconderle ai vostri figli sarebbe meglio che, con tutto il coraggio che avete in cuore, li aiutaste a comprenderle, digerirle ed affrontarle. Questo anche se le difficoltà riguardano voi o uno di voi. Certo, sarebbe meglio che un figlio non vedesse un genitore così fortemente provato e passivo, ma se la cosa accade non state lì a dirgli cose tipo “papà non ha nulla, è solo stanco, poi passa…” . I bambini capiscono ogni cosa e sono estremamente intelligenti ed intuitivi. Se colgono una verità e voi la minimizzate o disconfermate non fate altro che aumentare la confusione, il disagio e l’insicurezza.
Le verità vanno sempre rivelate e i segreti sempre evitati. I segreti che pensate siano segreti in realtà sono i segreti di Pulcinella, i bambini colgono quanto accade in famiglia, sono attentissimi al contesto, al non verbale, ai cambiamenti di routine, di atteggiamento. Carpiscono sempre i segreti e se non c’è un adulto a spiegare loro cosa sta accadendo rimangono soli con delle sensazioni spiacevoli che nella loro piccola ma fantasiosa mente si ingigantiscono.
Parlate sempre ai vostri figli. Usate un linguaggio adatto alla loro età ma che racconti la verità. Non usate troppi fronzoli e fiocchetti, siate attenti e sinceri.
“Sai, purtroppo anche i grandi stanno male.. e il tuo papà è molto triste perché il suo papà non c’è più… Il tuo papà però ti vuole bene e presto starà meglio.”
Un aneddoto a riguardo.
Annabella, la madre di una mia giovane paziente, mi scrive una mail per chiedermi un consiglio. Una parente che avrebbero dovuto incontrare poche settimane dopo ad una festa di famiglia si è suicidata. “Devo dirlo a Samantha oppure no?” mi domanda. “Io vorrei dirglielo ma mio marito non è d’accordo.”
Nella mia risposta concordo con Annabella e questa è la risposta successiva che ricevo: «Noemi, ti ringrazio, avevo proprio bisogno di un sostegno nella mia idea. Non sai quanto io abbia sofferto e quando poco io mi sia sentita amata essendo stata tenuta all’oscuro sulla verità della morte di mia madre».
La madre di Annabella si era tolta la vita quando lei aveva sei anni e a quella piccola bimba nessuno aveva mai detto nulla.
Certe comunicazioni sono davvero molto difficili, e a volte imbarazzanti, ma spesso lo sono più per gli adulti che per i bambini. Ciò nonostante vanno fatte e sono estremamente importanti perché i figli si sentano rispettati, valorizzati nelle loro percezioni, accompagnati e soprattutto amati.
Noemi Zenzale
Ps: Un bel libro a riguardo, Fa bei sogni di M. Gramellini.



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