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Sulla psicoterapia


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La psicoterapia è una esperienza difficile da raccontare. Ricordo che anche tu spesso me lo dicevi e mi dicevi quella bella frase di Gibran, che so ti piace, “Tutte le cose sono belle, e lo diventano ancora di più quando non abbiamo paura di conoscerle e provarle. L’esperienza è la Vita con le ali”. È vero, fare una esperienza è vivere con le ali. Fare psicoterapia è costruire una esperienza insieme, è scrivere a due mani una storia che da primo timido frammento diventa un libro sempre più importante e incisivo nell’antica libreria della vita. Il nostro rapporto so che è stato questo: un nuovo modo di vedere e sperimentare le cose, sia quelle antiche che quelle presenti, sia quelle brutte che quelle belle. All’inizio non è stato facile. Mi sentivo “una matta” ad andare dallo psicologo e non credevo avrei potuto aprirmi con una persona sconosciuta. Ma poi tu sei diventata una “conosciuta”, una cara conosciuta. Nei giorni difficili o strani mi dicevo «questa cosa la devo dire a Noemi» oppure parlando alla mia piccola Bimba interna Gini le dicevo «non preoccuparti adesso questa cosa la diciamo a Noemi e la risolviamo». Non mi sono più sentita una matta e ora vorrei che tutti potessero comprendere appieno il senso di questa esperienza e vincere i pregiudizi e gli imbarazzi. Io l’ho fatto. E poi, se proprio devo dirla tutta, la psicoterapia è anche “ridere”. Ricordo sempre il tuo grande sorriso quando mi aprivi, la tua mano calda sulla spalla quando mi salutavi, le tue battute, le nostre risate, le tue abitudini, come stavi seduta, come mi parlavi. A volte ti pensavo e mi immaginavo di chiacchierare con te sul tuo grande divano giallo con dietro le tue piante e il lago, oppure mi ricordavo tutte le metafore o le fantasie che mi raccontavi o che inventavamo e ridevo da sola tra me e me. Altre me le costruivo io, nella mia quotidianità, ascoltandomi e scoprendo cosa potevo di volta in volta capire di me e del mio malessere.
So che tra un po’ ci saluteremo, ormai il nostro viaggio insieme è quasi finito e tra un po’ me ne andrò in giro da sola. So che tu sarai sempre lì, con la tua officina, disponibile ad un saluto, ad un abbraccio, o ad un tagliando della mia bici. Ormai sono quasi sempre farfalla e quando sono bruco so come uscirne e aiutarmi da sola. Magari mi ci soffermo un po’, mi lamento un pochino, ma poi lo so che ho da uscirne e permettermi ancora una volta e sempre di assecondare la mia natura di farfalla.
Ciao Noemi,
la tua paziente un po’ bruco e un po’ farfalla Ginevra.


Prima di incontrarti ero molto scettico sul mondo della psicoterapia e pensavo ottusamente che andare da una psicologa non servisse a niente anzi fosse motivo di vergogna. La mia negatività, il pregiudizio e anche l’orgoglio mi impedivano di chiedere aiuto e ho dovuto toccare il fondo per trovare il coraggio di rivolgermi a te. Ricordo che all’inizio del nostro percorso spesso mi chiedevo in che modo avresti potuto aiutarmi e non riuscivo proprio a immaginarlo. Una delle cose che ho apprezzato maggiormente è stato il dialogo, poter parlare guardandoti negli occhi ed esprimermi liberamente per sfogare quello che avevo dentro. Questo mi ha dato fiducia e la speranza che avevo ormai perso. Attraverso il lavoro di un anno mi hai dato consapevolezza e mi hai fornito i mezzi per capire quello che non mi faceva stare bene. Ho raggiunto una conoscenza di me stesso che prima non avevo e questo è stato molto importante per la mia rinascita.
E’ passato più di un anno dal nostro ultimo incontro e la mia vita è cambiata molto, io invece sono sempre lo stesso  con i miei pregi, i miei difetti e le mie paure  ma ho imparato a volermi bene e ad accettarmi per quello che sono. Ciò che mi sembrava impossibile si è rivelato più semplice grazie alla tua sensibilità, ai tuoi sorrisi e alla tua disponibilità. Grazie Noemi per esserti presa cura della mia anima.

Un abbraccio,
Antonio




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