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Non è mai troppo tardi!


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“Il  viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: “Non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre.”
J. Saramago Viaggio in Portogallo
Il viaggio di conoscenza e di crescita non finisce mai. Prolungati in memoria, ricordi e narrazioni. C’è sempre qualcosa di nuovo da vedere. Qualcosa che hai già visto e puoi rivedere. Torna sui passi già dati, ripetili e tracciavi a fianco nuovi cammini. Il viaggio non finisce mai…



Non è mai troppo tardi!
Poi arriva un giorno in cui ti capitano tante cose. Ti capita anche di provare pena per te. Per quello che hai vissuto da bambino, da ragazzo, o in certi momenti della tua vita, da adulto. Ti sentirai triste. E arriveranno le lacrime a solcare i tuoi occhi. Ma tu cerca di non essere solo triste. Quello è un giorno complesso, ma pure tanto importante. Ora che ti sei visto e hai usato giustizia verso di te, riconoscendo quello che hai passato, hai un grande opportunità: quella di amarti, accompagnarti e difenderti. Portati in giro allora, fatti regali, coccolati e prenditi cura di te. E non permettere che ancora una volta le infelicità o i limiti altrui siano infelicità e limite per te. E soprattutto non pensare che forse è troppo tardi. Anche se quel giorno è arrivato e tu hai trenta o quaranta o cinquanta o sessant’anni sei vivo e hai te! Non è mai troppo tardi.
Noemi Zenzale



Io sono la mia storia

Io sono la mia storia.
Sono una storia aspra, dolorosa e tormentata.
Ma vengo qui e te la racconto.
Te la racconto e ogni volta ne lascio un pezzo
in quello spazio buono che c’è tra me e te.
In quello spazio caldo che separa il mio corpo
dal tuo corpo, la mia storia dalla tua.

Io sono la mia storia.
Ma vengo qui e le tue mani che si posano sulle mie quando piango
per gli orrori della mia vita sono un ponte tra noi due.
Le tue parole e i tuoi occhi lucidi sono la mia compagnia.

Io sono la mia storia.
Te ne lascio un pezzo per volta.
Per come mi sento, per come so fare, per come posso.
Ti lascio un pezzo della mia storia e di me.
Ti lascio un racconto e ti chiedo: “Puoi tenerlo con te? Puoi tenermi con te?”
Se ti lascio la mia storia tu la tieni e la sostieni con me. Non sono più sola.
Se ti lascio il mio dolore creo spazio dentro di me e lì,
in quello spazio buono e caldo come lo spazio tra me e te,
io scriverò una nuova storia.
Una nuova me.

Noemi Zenzale

A Barbara, ovunque tu sia.



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