Loading...




CHI SONO

“Non si trasforma la propria vita senza trasformare se stessi."
(Simone de Beauvoir)



  • Profilo personale
  • Profilo professionale

Ogni giorno, che sia nella grande metropoli di Milano o sulle sponde del dolce lago di Pusiano, mi preparo e apro le porte della mia “stanza”. Dopo un po’ di tempo, qualcuno bussa, entra, si siede e inizia a parlare. Dopo un altro po’ si alza, mi saluta e se ne va. A volte vedo volti rabbuiati, corpi chiusi, posture rigide, lacrime, rabbia e paura. Ma altre volte arrivano volti luminosi, corpi aperti, posture morbide, gioia e sorrisi. È un po’ strano a ben guardare... E le prime volte ci si può anche disorientare. Ma poi si impara che gli incontri in psicoterapia sono come uno spaccato della vita. Dentro ci puoi trovare di tutto e tutto va accolto per come arriva e per come è. Perché tutto ha un senso, è prezioso e parla di te.


Mi chiamo Noemi Zenzale e di mestiere faccio la psicologa psicoterapeuta (Iscrizione Albo Psicologi Lombardia n° 10840). Già a sedici anni volevo fare questo lavoro. Nel 1996, quando vivevo nella bella Firenze, in un’antica biblioteca di una Villa rinascimentale mi misi alla ricerca di libri di psicoanalisi. Li affiancai a piccoli fogli a righe e iniziai a prendere i miei primi appunti. Le idee erano chiare e, nonostante qualche piccolo dubbio dopo il diploma, la scelta fu veloce e precisa. Mi iscrissi alla facoltà di Psicologia, scelsi l’indirizzo clinico e di comunità, mi misi in analisi e poi frequentai un’ulteriore specializzazione in Psicoterapia. Il percorso fu lungo, ma lo sapevo. Ci vollero dieci anni per diventare tutto questo. Dieci anni di libri, formazione e lavoro su di me. E non ho ancora finito. Perché ogni giorno nelle parole di chi incontro trovo nuovi sensi, nuovi spunti e nuovi perché. Insomma, già da allora e ancora oggi sono affascinata dai racconti di vita, dalle associazioni e dalla cura benevola e paziente che le parole, le emozioni, la relazione e la psicoterapia possono donare.


Mi hanno chiesto spesso perché sono una psicoterapeuta. Ad oggi questo mestiere risulta ancora per certi versi strano e misterioso. In effetti un po’ lo è. Anch’io mi sono spesso interrogata sul senso di questa mia antica scelta e ho capito che quando un mestiere non è solo qualcosa che fai, ma pure qualcosa che sei, le risposte sulla sua scelta si complicano un po’. Per trovarle devi guardarti dentro e recuperare matrici e fili originari. Così un giorno trovi un significato e un altro giorno un altro ancora, scoprendo sempre che tutti parlano di te. I significati di me, che qualche volta ho raccontato, arrivano da un libro arancione che ho su una vecchia mensola di legno e dalla lontana Africa.


Il libro arancione è Il colloquio clinico (M. Lang, Il colloquio clinico, Milano, Raffaello Cortina, 2003). Lo studiai per l’esame di Psicologia clinica. Finalmente dopo tanta teoria ecco qualcosa che si avvicinava al mio sogno di lavoro. “Clinico è colui che si china verso il letto del malato” lessi tra quelle pagine. E quella frase mi piacque molto. Mi ricordava mia nonna Nazaré, quando una sera, lungo una strada di Nova Lisboa, nell’Angola colonizzata degli anni ’70, si imbatté in un uomo bianco che stava prendendo a calci una giovane donna africana. Mia nonna era una donna con un forte temperamento e senza pensarci due volte si mise ad urlare contro quell’uomo, lo cacciò, mandò sua figlia a prendere i “medicamentos” e si chinò sulla donna, Kalinda, per aiutarla. Quando mia madre tornò con l’occorrente, mia nonna era ancora china su di lei. Medicò le sue ferite, la rassicurò, le parlò e, dopo un po’, quando Kalinda si sentì meglio e al sicuro se ne andò.


Ecco, questo è quello che faccio: chinarmi verso il letto di disagio che mi viene portato. In realtà non sono da sola, può capitare che sia io ad iniziare, ma non passa molto tempo che arriva quella parte dei miei pazienti che irriducibile e vitale non si è mai arresa allo stare male. Così diventiamo una squadra e lentamente, volta dopo volta e parola dopo parola, ci chiniamo verso quell’altra parte sofferente come per dirle: «Non preoccuparti. Non sei più sola. Adesso pian pianino ci occuperemo di te e del tuo dolore. E vedrai che insieme sapremo trovare una cura adatta a te».


Che sia una piccola o una grande sofferenza non importa. Che sia un viaggio lungo o corto non importa. Contano i viaggiatori, conta ciò che faremo. E, soprattutto, conta che insieme ci chineremo verso quella piccola parte di te.

“La vita è ciò che facciamo di essa. I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo ma ciò che siamo.”
F. Pessoa

Nell’aprile del 2005 ho conseguito la Laurea in Psicologia (indirizzo Psicologia clinica e di comunità) presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca con una tesi dal titolo: “La terapia familiare del disturbo anoressico restrittivo secondo l’ottica relazionale-individuale”. La tesi presentava un caso clinico che avevo osservato e il metodo terapeutico utilizzato dal Nuovo Centro per lo Studio della Famiglia di Mara Selvini Palazzoli di Milano nella cura dell’Anoressia restrittiva. Le mie relatrici sono state la dott.ssa Marta Vigorelli e la prof.ssa Lucia Carli. Qualche mese più tardi, con entrambe e con la dott.ssa Annamaria Sorrentino del Nuovo Centro per lo Studio della Famiglia di Mara Selvini Palazzoli, ho presentato un Poster, basato sulla mia tesi, ad un convegno sulla Teoria dell’Attaccamento. Dopo il conseguimento della laurea ho seguito un tirocinio di un anno presso il Centro Psico-sociale ed il reparto di Trapianti Unità Addominale dell’A.O. Niguarda Ca’ Granda di Milano.


In seguito, ho conseguito l’abilitazione all’esercizio della professione di Psicologo presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca (Iscrizione Albo Psicologi Lombardia n°10840) e mi sono iscritta al Centro Berne di Milano, Scuola di specializzazione in psicoterapia ad indirizzo analitico transazionale. Nel corso della mia specializzazione sono stata tirocinante presso l’Ambulatorio Psichiatrico ed il reparto di Cardiologia dell’A.O. San Gerardo di Monza e parallelamente a questa formazione ho conseguito l’abilitazione alla somministrazione ed interpretazione del Test di Rorschach secondo il Sistema Comprensivo di Exner (I e II livello) presso l’Università degli Studi di Padova (Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione - L.I.RI.P.A.C. Laboratori Interdipartimentali di Ricerca Psicologica Applicata e Clinica).


La mia formazione è sempre stata attiva ed in movimento, fin dal conseguimento della mia laurea ho partecipato a numerosi convegni e corsi di aggiornamento. Un anno dopo la specializzazione in psicoterapia ho seguito un Master in Psicoterapia di gruppo presso il Centro Berne e numerosi seminari che hanno approfondito la mia conoscenza sulla Psicoterapia di coppia . Dall’ottobre 2013 ho avviato un’ulteriore specializzazione presso l’ Associazione EMDR Italia divenendo terapeuta abilitato alla somministrazione della tecnica E.M.D.R. (Eye Movement Desensitizazion and Reprocessing, I e II livello). L’EMDR è una tecnica evidence based indicata come tecnica d’eccellenza dall’OMS (Organizzazione mondiale della sanità, World Health Organization) per il trattamento del disturbo post-traumatico da stress (PTSD). La ricerca, tuttora in corso, ne evidenzia inoltre l’efficacia non solo per il trattamento del PTSD, ma anche per tutte quelle altre situazioni traumatiche relazionali che, goccia dopo goccia, minano la personalità e la sicurezza dell’individuo generando situazioni di stress e di sofferenza. Da allora continuo la mia formazione mediante la partecipazione ai seminari di aggiornamento sull’EMDR e le supervisioni continue.


Sono una convinta sostenitrice della necessità che nella formazione di un buon psicoterapeuta debbano esserci molti anni di studio, apprendistato ed un approfondito percorso di lavoro su di sé . A tal proposito, C. G. Jung scriveva: “Lo psicoterapeuta non deve però limitarsi a capire il paziente; è importante anche che capisca se stesso. Per questo motivo la conditio sine qua non della preparazione dell’analista è la sua stessa analisi, la cosiddetta analisi didattica. Il trattamento del paziente comincia, per così dire, dal medico; solo se questo sa far fronte a se stesso e ai suoi problemi, sarà in grado di proporre al paziente una linea di condotta. Nell’analisi didattica il medico deve imparare a conoscere la propria anima e a prenderla sul serio: se egli non sa farlo, non potrà apprenderlo neppure il paziente”. Per tale motivo già durante gli anni della formazione universitaria ho seguito un percorso di psicoanalisi personale con la dott.ssa Maria Vismara, psicoanalista junghiana. Ed in seguito, durante gli anni della specializzazione in psicoterapia, ho seguito un percorso di psicoterapia individuale e di gruppo con la dott.ssa Gabriella Mastore, psicoterapeuta analista transazionale. Ad oggi sono molto grata e appagata da queste esperienze personali. La continua e mai arrestata riflessione su di me e sugli accadimenti della mia vita, mi ha permesso di allenare la mia introspezione ed empatia. So cosa significa stare in una situazione di disagio e so cosa significa lavorare per comprenderlo, accoglierlo ed integrarlo. Conosco la fatica richiesta nel sedersi di fronte a se stessi e il “dover” iniziare a parlare di sé e della propria vita. Ma so anche cosa c’è dopo: la gioia della consapevolezza, del cambiamento e del ben-essere.


Prima di iniziare l’attività della libera professione nel 2009, mi sono occupata di selezione e formazione del personale, sono stata educatrice in vari asili nidi dell’hinterland milanese e per un lungo tempo mi sono dedicata al volontariato presso la Croce Rossa Italiana. Come psicologa libero professionista ho sempre lavorato con gli adulti , i gruppi, le coppie, gli adolescenti, i bambini e le famiglie. Dal 2009 ad oggi ho visto ed ascoltato moltissime persone e situazioni. Mi sono occupata di problematiche di vita (assertività, autostima, comunicazione, creatività, intelligenza emotiva, orientamento scolastico e professionale, problem solving, burn-out, stress, lutto, pensiero positivo, rabbia, impulsività, crisi esistenziali, insicurezza psicologica, timidezza, bullismo, omosessualità, adozione, infertilità, sostegno alla genitorialità, fecondazione assistita, aborto, perdita perinatale, separazione e divorzio, depressione post-partum, elaborazione del trauma delle malattie organiche nel malato e nel caregiver); di sofferenze più strutturate (disturbi dell’umore, disturbi d’ansia, disturbi dell’alimentazione, disturbi di personalità e dipendenze affettive); di psicologia ospedaliera e di disturbo post-traumatico da stress, (disturbo successivo a tutte quelle situazioni in cui la persona vive o è esposta a situazioni di pericolo per la propria vita ed integrità fisica, ad esempio molestie e abusi sessuali, incidenti, aggressioni, malattie, aborti, catastrofi naturali ecc.). Ho lavorato in molti Studi privati di psicologia e dopo pochi mesi dal conseguimento della specializzazione in psicoterapia sono stata chiamata a collaborare, come psicoterapeuta e conduttrice di workshop, presso il Centro Berne di Milano. Ad oggi principalmente lavoro nei miei Studi privati a Bosisio Parini (in provincia di Lecco) e a Milano.


Parallelamente all’attività clinica e di consulenza mi sono sempre dedicata alla creatività, alla scrittura e alla conduzione di seminari esperienziali su vari argomenti come la fantasia, la danza, le emozioni e la scrittura.


Nel corso di questi anni di lavoro mi sono presa cura di moltissimi temi e sono grata ai miei pazienti per la possibilità che mi hanno dato di “entrare” nelle loro storie e nelle loro vite. È con loro ed è da loro che ogni giorno ho imparato e mi sono arricchita. È con loro che ogni giorno mi mantengo aperta e non chiudo gli occhi sulle altezze e profondità della vita umana.

“L’importante è che io mi ponga dinanzi al paziente come un essere umano di fronte a un altro essere umano: l’analisi è un dialogo, che richiede due interlocutori. L’analista e il paziente seggono uno di fronte all’altro, gli occhi negli occhi: il medico ha qualcosa da dire, ma anche il paziente. […] Affinché la psicoterapia sia efficiente è necessario un rapporto intimo, che costringa il medico a non chiudere gli occhi sulle altezze e le profondità dell’umana sofferenza. Il rapporto consiste, dopo tutto, in un raffronto costante e in una mutua comprensione.”
C. G. Jung

Hai tanto da dire. Anche se stai soffrendo, anche se ti hanno dato da intendere che non è così, anche se per ora ti sembra tutto confuso e insensato. Hai tanto da dire e la risposta è già lì dentro di te, nei tuoi occhi, nel tuo corpo, nella tua sofferenza, nel tuo sentimento, nelle tue parole, nei tuoi racconti, nella tua storia...